Lettre No 3593. Galileo a [Fulgenzio Micanzio in Venezia ]. Arcetri, 5 novembre 1637.

Full Title: 

Galileo Galilei, Le Opere di Galileo Galilei, Volume XVII, Edizione Nazionale Sotto Gli Auspicii Di Sua Maestà il Re d'Italia, Tipografia di G. Barbèra [pubblicata da Antonio Favaro, Isidoro del Lungo, V. Cerruti, G. Govi, G. V. Schiaparelli, Umberto Marchesini], Firenze, 1906.

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Rev.mo P.re e mio Sig.r Col.mo

Non risposi l' ordinario passato alla gratissima ultima della P. V. Rev.ma, perchè mi fu resa un giorno più tardi, et io di già havevo scrittole il giorno antecedente. Le rispondo adesso, con significarle prima il peggioramento dell' occhio, non ancora del tutto perso, ma che anch' esso pur va verso le tenebre; onde mi trovo oppresso dalla malinconia e soprafatto immoderatamente dalla necessità di fare scrivere perpetuamente, non solo in risposte di lettere moltiplici che da diverse bande mi vengono, ma per deporre vani miei pensieri e concetti, parte de' quali sono antichi ma non spiegati ancora in carte, et altri sono nuovi, che contro a mia voglia mi cascano in mente per tenermi, credo io, tuttavia travagliato. E pur ora sono intorno al distendere un catalogo delle più importanti operazioni astronomiche1., le quali riduco ad una precisione tanto esquisita, che mercè della qualità de gli strumenti per le osservazioni della vista, e per quelli con i quali misuro il tempo, conseguisco precisioni sottilissime, quanto alle misure non solamente di gradi e minuti primi, ma di secondi e terzi e quarti ancora; e quanto a i tempi, parimente esattamente si hanno le hore, minuti primi, 2 i, 3 i e più, se più ne piace: mercè delle quali invenzioni si ottengono nella scienza astronomica quelle certezze che sin ora con i mezzi consueti non si sono conseguite2.; et a suo tempo la P. V. Rev.ma non sarà la seconda ad haverne parte.

Le nuove osservazioni fatte da me nella faccia lunare ci porgono indubitabile certezza come la conversione di essa luna, fatta nel suo dragone, ha per centro il centro della terra; sì che se l' occhio del riguardante fusse in tal centro collocato, nessuna di tali mutazioni scorgerebbe, in maniera che la nostra lontananza dal centro della terra e l' obliquità del dragone cagionano tutte le apparenti mutazioni: come con un poco di ozio ( del quale al presente son del: tutto privo) potrò significarle; ma facilmente con questo poco di cenno ella per sè stessa penetrerà il tutto.

Sto con grande avidità aspettando i fogli smarriti, e gli altri che haveranno stampati di poi.

Alla cattiva nuova della mia imminente cecità totale voglio pur arrecarle un poco di temperamento al dolore che son sicuro che ella ne sente; e questo è, che quanto al resto della corporale sanità sono, la Dio grazia, ritornato in assai mediocre stato: onde non casco di

 

1:   Cfr. Vol. VIII, pag. 453-466.

2:   22. conseguiti –

 

speranza di esser per potere andar deponendo i miei problemi vani e le postille in risposta alle opposizioni principali di quelli che mi hanno scritto contro, e forse qualche altro pensiero che impensatamente mi potrebbe sovvenire.

O di quanta consolazione mi è il sentire che l' Ecc.mo Sig.r Pro.r Veniero1. mi conservi ancora luogo nella sua grazia! Procuri essa di conservarmelo col fargli certa testimonianza della mia humilissima e devotissima servitù. Ricordisi di me nelle sue orazioni, e mi continui il suo amore.

D' Arcetri, li 5 9bre 1637.

Della P. V. R.ma

Devot.mo et Obligat.mo Ser.re

Galileo Galilei.

 

 

Source: 

- gallica.fr

- museo galileo

 

Year: 
1637
Century: 
17e
Category: 
Observations astronomiques, mesure du temps